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Abruzzo

Quattro percorsi che si fanno partendo da un campeggio

Distanze brevi e strade lente: in Abruzzo si gira a giornate, tornando la sera alla stessa piazzola.

1. La traversata di Campo Imperatore

Tramonto sul paesaggio abruzzese

La traversata di Campo Imperatore è il percorso più conosciuto e si fa in macchina in mezza giornata, a piedi in due. Si sale da Assergi e Fonte Cerreto, si attraversano i venti chilometri di altopiano e si scende su Castel del Monte e Santo Stefano di Sessanio, due paesi di pietra a milletrecento metri. Deviazione obbligata a Rocca Calascio: si lascia la macchina sotto e si salgono venti minuti a piedi fino al castello, a millequattrocentosessanta metri, il più alto dell'Appennino. La strada dell'altopiano chiude con la neve, di norma da novembre ad aprile.

2. La ciclovia della costa dei trabocchi

La ciclovia della costa dei trabocchi corre sul vecchio tracciato della ferrovia adriatica, fra Ortona e Vasto, a filo d'acqua e quasi sempre in piano. È aperta a tratti e i cantieri si spostano, quindi conviene controllare prima quali segmenti sono percorribili. Dove è finita è la cosa più comoda che esista per andare in bicicletta con dei bambini: niente traffico, niente salite, gallerie illuminate e il mare a dieci metri.

3. I tratturi della transumanza

Il giro dei tratturi è per chi ha più tempo. I tratturi sono le piste larghe fino a centoundici metri su cui per secoli le greggi scendevano in Puglia a svernare: il Tratturo Magno andava dall'Aquila a Foggia, duecentoquarantaquattro chilometri. La transumanza è patrimonio UNESCO dal 2019 e i tracciati sono ancora leggibili in mezzo ai campi, con le chiese e i recinti di pietra che li accompagnavano.

4. Il Parco Nazionale, a passo lento

Uccelli, fra la fauna che si osserva nel Parco Nazionale d'Abruzzo

Il Parco Nazionale d'Abruzzo si gira invece a piedi e a passo lento. La Val Fondillo e la Camosciara sono i due accessi più semplici, entrambi con parcheggio e sentieri segnati; per vedere gli animali bisogna essere li all'alba o al tramonto e stare zitti, che è la parte difficile. L'orso c'è ma non si mostra: cervi, camosci d'Abruzzo e caprioli invece si vedono spesso, e i cervi in settembre si sentono bramire da chilometri.