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Abruzzo

Gran Sasso d'Italia

Il massiccio più alto dell'Appennino continentale e il corpo glaciale più meridionale d'Europa.

Il Gran Sasso non somiglia al resto dell'Appennino. Visto dalla costa teramana è una parete lunga e bianca che chiude l'orizzonte, e da certe angolazioni disegna il profilo di una donna distesa: da qui il nome con cui lo chiamano tutti da queste parti, la Bella Addormentata. Da vicino è roccia calcarea verticale, con pareti da centinaia di metri che sono terreno da alpinismo vero e non da passeggiata.

La montagna

Il Corno Grande ha tre vette. Quella occidentale, a duemilanovecentododici metri, è la più alta e si raggiunge da Campo Imperatore per la via normale: è un percorso da escursionisti allenati, con un tratto attrezzato, non una gita. Sotto la parete nord resta il Calderone, il corpo glaciale più meridionale d'Europa, che negli ultimi decenni si è ridotto al punto che i glaciologi hanno smesso di chiamarlo ghiacciaio e parlano di glacionevato.

Chi non fa alpinismo ha comunque dove andare. Dalla stazione a valle di Fonte Cerreto una funivia sale a Campo Imperatore in una decina di minuti, e da lì partono sentieri segnati che restano in quota senza esporsi. Il rifugio Duca degli Abruzzi, a duemilaquattrocento metri sul Portella, è una meta classica di mezza giornata.

L'altopiano

Campo Imperatore è il piano che sta ai piedi del massiccio: venti chilometri di prateria a milleottocento metri, senza un albero, con le mandrie allo stato brado. È il fondo di un antico lago glaciale, e questo spiega perché sia così piatto in mezzo a montagne così ripide. In giugno il pascolo fiorisce tutto insieme, ed è il momento migliore per venirci. In cima alla strada ci sono l'albergo del 1943, dove fu tenuto prigioniero Mussolini, e l'osservatorio astronomico, che sta qui per quota alta e poche luci intorno.

Quello che c'è sotto

Sotto millequattrocento metri di roccia, all'altezza del traforo autostradale, ci sono i Laboratori Nazionali del Gran Sasso: il più grande laboratorio sotterraneo di fisica delle particelle al mondo. La montagna serve da schermo contro i raggi cosmici, e quello che si cerca la dentro sono neutrini e materia oscura. Non si visita liberamente, ma il centro visite di Assergi racconta cosa ci si fa.

Gli animali

Il camoscio appenninico, che qui era stato sterminato, è stato reintrodotto negli anni Novanta con esemplari del Parco Nazionale d'Abruzzo e oggi conta diverse centinaia di capi. Si vede spesso all'alba sulle praterie in quota, e non è particolarmente timido. Ci sono anche il lupo, l'aquila reale e, da qualche anno, qualche passaggio di orso in arrivo da sud.